O romance Le Vergini Delle Rocce de Gabriele D'Annunzio: a construção de uma Roma para Cantelmo
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This master’s dissertation aims to analyze the construction of literary landscape (Jakob, 2005; Tuan, 2012) through the interpretation of the narrator-subject (Eagleton, 2013; Collot, 2015) of the city of Rome, which becomes the basis for the dissemination of nationalist ideas mbodied by the protagonist of Le vergini delle rocce (1895/6), the fifth novel by the Italian writer Gabriele D’Annunzio (1863-1938), situated within the decadentist poetics of the Italian literary Novecento (Binni, 1936). The narrative reveals the ambition of Claudio Cantelmo, the main character, to establish a new monarchy for the recently unified nation by conceiving a space presented as the legitimate heir of the Roman Empire and configured as his Terza Roma (Brandalise, 2016). In this sense, Cantelmo’s actions and discourse allow for an interpretation of the turbulent historical context of Italian post-Risorgimento (Cimini, 2016), marked by political tensions and the search for a national identity. This study therefore proposes an examination of the city of Rome and the spatial perception constructed by the narrator-character, investigating how urban imagery and landscape elements contribute to the formation of the Dannunzian myth of the superuomo (Battaglia, 1993). Embodied by Cantelmo, this figure emerges as an ideal instrument for the recovery of the glorious past of Italian culture, articulating aesthetics, politics, and ideology. By analyzing this representation of the city and its symbolic resonances, the study seeks to understand how D’Annunzio transforms Roman space into both the setting and the foundation of a project aimed at the moral and political regeneration of modern Italy.
La presente tesi di laurea magistrale ha come obiettivo l’analisi della costruzione del paesaggio letterario (Jakob, 2005; Tuan, 2012) a partire dall’interpretazione del soggetto-narratore (Eagleton, 2013; Collot, 2015) della città di Roma, che diventa la base per la propagazione delle idee nazionaliste del protagonista dell’opera “Le Vergini delle Rocce” (1895/6), quinto romanzo dello scrittore italiano Gabriele D’Annunzio (1863-1938), inserito nella poetica decadentista del Novecento letterario italiano (Binni, 1936). La narrazione mette in evidenza l’ambizione di Claudio Cantelmo, personaggio principale, di instaurare una nuova monarchia per la nazione da poco unificata, concependo uno spazio che si pretende erede legittimo dell’Impero Romano e che configurerebbe la sua “Terza Roma” (Brandalise, 2016). In questo senso, l’azione e il discorso di Cantelmo consentono di comprendere una lettura del complesso contesto storico del post-Risorgimento italiano (Cimini, 2016), segnato da tensioni politiche e dalla ricerca di un’identità nazionale. Si propone, pertanto, di esaminare la città di Roma e la percezione spaziale elaborata dal narratore-personaggio, indagando in che modo l’immaginario urbano e gli elementi paesaggistici contribuiscono alla costruzione del mito dannunziano del superuomo (Battaglia, 1993). Tale figura, incarnata da Cantelmo, emerge come strumento ideale per il recupero dei tempi di gloria della cultura italiana, articolando estetica, politica e ideologia. Attraverso l’analisi di questa rappresentazione dell’urbe e delle sue risonanze simboliche, si intende comprendere come D’Annunzio trasformi lo spazio romano in scenario e fondamento del progetto di rigenerazione morale e politica dell’Italia moderna.
La presente tesi di laurea magistrale ha come obiettivo l’analisi della costruzione del paesaggio letterario (Jakob, 2005; Tuan, 2012) a partire dall’interpretazione del soggetto-narratore (Eagleton, 2013; Collot, 2015) della città di Roma, che diventa la base per la propagazione delle idee nazionaliste del protagonista dell’opera “Le Vergini delle Rocce” (1895/6), quinto romanzo dello scrittore italiano Gabriele D’Annunzio (1863-1938), inserito nella poetica decadentista del Novecento letterario italiano (Binni, 1936). La narrazione mette in evidenza l’ambizione di Claudio Cantelmo, personaggio principale, di instaurare una nuova monarchia per la nazione da poco unificata, concependo uno spazio che si pretende erede legittimo dell’Impero Romano e che configurerebbe la sua “Terza Roma” (Brandalise, 2016). In questo senso, l’azione e il discorso di Cantelmo consentono di comprendere una lettura del complesso contesto storico del post-Risorgimento italiano (Cimini, 2016), segnato da tensioni politiche e dalla ricerca di un’identità nazionale. Si propone, pertanto, di esaminare la città di Roma e la percezione spaziale elaborata dal narratore-personaggio, indagando in che modo l’immaginario urbano e gli elementi paesaggistici contribuiscono alla costruzione del mito dannunziano del superuomo (Battaglia, 1993). Tale figura, incarnata da Cantelmo, emerge come strumento ideale per il recupero dei tempi di gloria della cultura italiana, articolando estetica, politica e ideologia. Attraverso l’analisi di questa rappresentazione dell’urbe e delle sue risonanze simboliche, si intende comprendere come D’Annunzio trasformi lo spazio romano in scenario e fondamento del progetto di rigenerazione morale e politica dell’Italia moderna.
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